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La Grande Guerra , combattuta tra il 1914 ed il 1918 su innumerevoli fronti, fu il primo conflitto nella storia umana a raggiungere dimensioni veramente mondiali.Alla categoria di campi di battaglia semisconosciuti apparteneva fino a qualche anno fa la catena montuosa del Lagorai: le "Fassaner Alpen" dell'imperialregia cartografia austroungarica.Il risveglio di interesse registrato negli ultimi anni per le vicende della Grande Guerra in montagna ha determinato anche nel piccolo paese di Caoria la nascita di un'iniziativa tesa a documentare obiettivamente, sia pure con mezzi limitati, questo avvenimento di portata mondiale. Nel museo, gestito dal Gruppo alpini di Caoria, sono custodite le memorie storiche della guerra combattuta sui monti del Lagorai.
Uniformi, armi, equipaggiamenti, oggetti personali dei combattenti delle due parti e cimeli di ogni genere ritrovati sulle montagne o conservati dai valligiani nelle soffitte delle case, sono raccolti con grande passione ed esposti per ricordare questa immane tragedia consumata su queste giogaie impenetrabili. Nel corso degli anni il gruppo ha raccolto le testimonianze di alcuni reduci , riuscendo così a stampare vari diari.La numerosa raccolta fotografica, permette al visitatore di rendersi conto anche delle difficili condizioni di vita che i soldati, sia italiani che austroungarici, dovettero affrontare per due lunghi anni su queste montagne.
La chiesetta passò tacitamente in mano austriaca, la cui truppa, in gran parte cattolica (rutena, ceca, ungherese, polacca ecc.) ebbe gran rispetto. Poi, un anno dopo, nel novembre 1918 la chiesetta monte cauriol cambiò di nuovo nazionalità tornando agli italiani. Ne seguì l'abbandono totale. Nessuno la prese in consegna, nemmeno i curati di Caoria. La chiesetta rimase lassù, alla mercè di curiosi, pastori delle malghe Laghetti e Coldosè e recuperanti di mestiere. Sparirono i pochi arredi interni, gli stemmi di pietra di cm 40x40 sopra citati, la croce, la statua dell'Addolorata (che è conservata a Bologna dal figlio del Cap. Angelo Manaresi), la testata interna in pietra recante la scritta ALMAE VIRGINI MONROSAE (che ora fa da architrave ad una porta di Caoria), le lettere, le foto, gli ex voto. Nell'estate 1937 fu addirittura fatta saltare con l'esplosivo da recuperanti di professione allo scopo di recuperare quanto di ferro c'era: putrelle, chiavarde, pattabanda ecc. Una desolazione!... Dopo tanti anni, a forza di esplorare la zona, venne individuata: ma che strazio! Tutto a terra in cocci, i pilastri coperti di muschio fra una sterpaglia soffocante e grandi abeti rossi nati anche sulle sbrecciature dei muri.
Il Museo, fondato nel 1991, raccoglie cimeli ritrovati sulle montagne e reperti conservati dagli abitanti della valle, talvolta riutilizzati a lungo nel dopoguerra.Il visitatore trova uniformi, armi, equipaggiamenti, oggetti personali dei combattenti dell’esercito italiano ed austro-ungarico. Una ricostruzione con scudi blindati e sacchetti di sabbia riproduce una postazione militare. La ricca raccolta fotografica testimonia le difficili condizioni di vita che i soldati di entrambi gli eserciti dovettero sopportare per lunghi anni su questo tratto di fronte. Una sezione della mostra è dedicata agli uomini del paese di Caoria arruolati nell’esercito austro-ungarico; altri materiali documentano la diaspora della popolazione civile, sfollata o internata in Austria ed in Italia.
Il territorio vicino al museo offre altre interessanti mete per escursioni: il monumento dell’ex Cimitero Militare di Refavaie, la colonna mozza dell’ex Cimitero Militare della “Busa Alta”, le opere trincerate di Cima Paradisi e di Cima Valsorda, nei pressi della forcella omonima, le postazioni d’artiglieria in caverna (gli “stoli”) del monte Totoga.
Presso il museo sono disponibili le pubblicazioni curate dal Gruppo Alpini di Caoria, oltre a una selezione di opere dedicate alla guerra nel Vanoi.Il biglietto di ingresso dà la possibilità di visitare tutti i siti posti lungo i percorsi di visita curati dall’ Ecomuseo del Vanoi, la mostra permanente “L’Arte della tassidermia. Animali selvatici del Vanoi e del Primiero e tecniche di impagliatura”, posta al piano terra del Museo, e il "Museo contadino del Vanoi: un percorso tra Val, Pràdi, Bosc e Montagna" (aperto dal 27 giugno al 12 settembre 2021, tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30).Il Gruppo Alpini Caoria organizza manifestazioni in ricordo dei caduti, assicura la manutenzione del Cimitero Militare di Caoria, del Monumento ai Caduti e di altri manufatti bellici presenti sul territorio.